Categoria: Tecnica

  • NUOVE LINEE GUIDA PER LE FACCETTE IN COMPOSITO ADESIVE

    NUOVE LINEE GUIDA PER LE FACCETTE IN COMPOSITO ADESIVE

    LA PREPARAZIONE DEI DENTI È VERAMENTE NECESSARIA?
    Faccetta in composito, con mock-up in silicone trasparente

    Odontoiatra: Dr. Giavatto Marco Aurelio
    Progettazione tecnica: Sig. Benassi Marco

    Trattamento: faccetta singola in composito.

    Paziente:
    Donna (20 + anni) che desidera un restauro finale armonizzato, il più possibile, con i denti naturali vicini, soprattutto con il suo speculare.
    Si sottopone per la prima volta ad un trattamento estetico-dentale di ri-armonizzazione della forma.
    Paziente esperta e ben documentata, in quanto operatrice nel settore dentale.
    Importanti fattori durante la realizzazione: l’approccio scelto tiene conto delle esplicite richieste della paziente, ovvero la minima invasività possibile e l’armonizzazione del 22 agli altri elementi del sestante 1.
    Per esaudirle, si è deciso di valutare un riallineamento protesico della superficie vestibolare dell’elemento 22, nel rispetto dell’adattamento all’arco dentale, mediante approccio adesivo additivo, associato ad uno spostamento apicale del FGM (free gingival margin).
    Realizzazione clinica: 1 seduta – Realizzazione tecnica: 1 seduta

    Editoriale:
    Odontoiatri e odontotecnici hanno le competenze e le conoscenze tecniche, in merito ai protocolli protesici, per realizzare restauri di faccette secondo pianificazioni collaudate e ripetibili.
    Per la realizzazione di questa tecnica di alta personalizzazione è fondamentale, da parte dell’operatore, una profonda, dettagliata e specifica conoscenza delle forme dentali naturali, ovale, quadrata e triangolare (T-O-Q), dello sviluppo della luce e dell’ombra e l’allineamento all’arco dentale.
    Oggi con l’odontoiatria adesiva si possono eseguire restauri molto conservativi, al contrario di un tempo in cui, l’unica soluzione protesica era la preparazione totale dell’elemento dentale.
    Oggi siamo in grado di proporre ed utilizzare dispositivi solo sulla parte esterna vestibolare, faccette aditional o faccette tradizionali, dove in alcuni casi non è necessario preparare il dente, ma basta applicare un nuovo smalto, soprapponendolo a quello dente già esistente.
    Possiamo ottenere dei manufatti molto longevi con durate temporali superiori a 20 anni.

    La presa d’impronta è effettuata con metodo tradizionale, analogico e sviluppo con gessextraduro di 4 classe.
    Ceratura a controllo stereomicroscopio dell’elemento 22.

    La ceratura avviene in modo molto accurato e speculare al dente da riprodurre fedelmente, previo un attento esame della forma dei denti naturali (T-O-Q)

    Il controllo di forma tramite la duplicazione in putty.
    Seguono 2 correzioni con relative duplicazioni di controllo forma.

    Infine lo stampaggio della mascherina trasparente e la preparazione dei fori di iniezione.
    Tempo complessivo di lavorazione tecnica, circa 2 H

  • Dispositivo Protesico Funzionale Ortopedico con Design Bioestetico

    Dispositivo Protesico Funzionale Ortopedico con Design Bioestetico

    Sviluppo di 2 Protesi Totali su articolatore a Valore Medio

    • Da quali fattori dipende la stabilità di 2 Protesi Totali?
    • Quali errori, difficoltà, incertezze ne determinano spesso una instabilità?
    • La preparazione dei modelli, placche, montaggio che rilevanza hanno nel risultato finale?
    • Quali denti scelgo, come forma e volume, per determinare il rapporto Gnatologico, Funzionale e Gruppo Frontale?

    Trattamento: Riabilitazione Funzionale Superiore e Inferiore di 2 Protesi Mobili Totali con rialzo di D.V.O e armonizzazione dell’arco dentale, montaggio con Denti Candulor leggera colorazione delle flange protesiche.

    Paziente: maschio 70+ anni desidera una maggiore funzionalità masticatoria, armonizzazione dell’arco dentale, miglioramento dei tessuti della gengiva ortopedica e sua leggera colorazione.

    Esecuzione Tecnica: Sig.  Marco Benassi

    Editoriale

    Stabilità di 2 Protesi Totali

    La stabilità della protesi totale inizia da un’analisi approfondita delle eventuali protesi preesistenti e da un sondaggio del tessuto, delle creste
    (vedi articolo “Protesi Totale e Toronto, quali connessioni?” su Blog Meditech Talk)

    Quali errori, difficoltà, incertezze ne determinano spesso una instabilità?

    Un valido progetto parte sempre da 2 impronte preliminari-panoramiche, il cui ruolo è quello di formulare un primo approccio valutativo sulla futura estensione dei

    Bordi protesici, dallo spessore dei frenuli per determinarne lo scarico, dal tipo di palato e dal suo tessuto, dal tipo di creste che supporteranno il nostro montaggio, per poi costruirci un cucchiaio funzionale con la tecnica del bordaggio.

    La preparazione dei modelli, placche, montaggio quale rilevanza hanno nel risultato finale?

    La costruzione di 2 cucchiai funzionali, bordati e ribassati con un materiale fluido non compressivo sui tessuti, la preparazione di placche funzionali stabili
    (vedi articolo “Placche Stabili” su Blog Meditech Talk)
    con supporto di resina molle, per superare ed evitare i sottosquadri della gengiva del modello in gesso, con cera di articolazione a spessori di superfice masticatoria (della stessa dimensione dei denti e con un’altezza media dell’inferiore a 18mm e nel superiore a 22mm), per poi eseguire delle chiavi di rapporto su cera che consentano di effettuare una registrazione in occlusione compressiva e,  conseguentemente, di registrare con arco facciale la posizione mascellare superiore.

    Quali denti scelgo, come forma e volume, per determinare il rapporto Gnatologico, Funzionale e Gruppo Frontale?

    Osservare l’eventuale forma del precedente dispositivo da sostituire è necessario in quanto ci informa sulla forma del dente la sua grandezza e la disposizione nell’arco protesico. Vantaggio maggiore, ma non sempre possibile, sarebbe progettare un provvisorio mobile prima della costruzione del definitivo.
    Le indicazioni da seguire sono molteplici per la protesi definitiva, che risulta già in copia con la progettazione provvisoria, sia gnatologicamente che funzionalmente ed esteticamente e con l’eventuale apporto di indicazioni migliorative.

    E’ necessario un controllo costante, dalla prova su cera alla consegna, con l’ausilio della fotografia, per ottenere il valore estetico dato dal posizionamento e dalla curvatura di ogni singolo elemento da disporre nell’arco dentale, come risultante di un rapporto dento-facciale armonico.

    L’uso di strumenti digitali, per il controllo minuzioso delle linee e curvature, aiuta moltissimo nello sviluppo protesico e nel confronto assieme al paziente, che ha la possibilità di veder sviluppato il suo dispositivo con una maggiore personalizzazione.

     

     

     

  • Framework in Zirconio su monconi implantari- tecnica dell’incollaggio

    Framework in Zirconio su monconi implantari- tecnica dell’incollaggio

    Qual è il design ottimale di un dispositivo protesico?

    Cosa significa design personalizzato per un dispositivo protesico?
    Significa la scelta del materiale, il colore, la distribuzione spaziale degli elementi dell’arco dentale (scelta della tipologia di forma: ovale, triangolare, quadrata), sviluppo e funzione gnatologica, la ricostruzione della ortopedia gengivale.

    Trattamento: Riabilitazione funzionale e armonizzazione dell’arco dentale mediante Framework in Zirconio
    Odontoiatra: Dr. Daniele Catalano, libero professionista in Reggio Emilia.
    Esecuzione tecnica: Sig. Marco Benassi 
    Trattamento: ponti e corone in Zirconio su pilastri in metallo mediante tecnica dell’incollaggio, rivestimento estetico ceramica feldspatica Noritake CZR
    Paziente: maschio 60+ anni desidera una maggiore funzionalità masticatoria, armonizzazione dell’aspetto frontale inferiore, scelta della forma più idonea in rapporto armonico con il viso.

     

    Editoriale

    Il restauro di un gruppo frontale inferiore su impianti può essere molto impegnativo, se non si inizia da una ceratura per analisi analogica o digitale.

    La ricostruzione del tessuto ortopedico ideale, per i restauri su impianti dei gruppi anteriori, necessita di una considerazione globale in rapporto tra il posizionamento dei denti protesici e la gengiva ortopedica rosa.

    La scelta delle componenti protesiche, dal provvisorio alla struttura definitiva, deve essere programmata per ottenere un supporto con un design biologico.

    La rifinitura del modello e la massima precisione nel posizionamento in articolatore, ne condizionano il ciclo di inizio progetto. (È impensabile usare articolatori semplici per casi protesici complessi, perché ne disturbano la buona visione progettuale e sono fastidiosi al tatto)

    La progettazione e lo studio della gengiva ortopedica, della sua cornice in funzione di standard anatomici, il volume del framework con i denti adiacenti, il rapporto con i denti antagonisti e l’area di contatto prossimale.

    La forma dell’estetica dipende dal bordo incisale, dall’armonizzazione della forma, mentre il limite biologico è dettato dall’area cervicale, da dove parte il profilo d’emergenza per un giusto supporto labiale.

    Uno spazio per il cemento di 0,0040 micron è stato calcolato all’interno del manufatto in zirconio (area del cilindro) per ottenere un adattamento passivo a compenso di qualunque distorsione.

    È stata verificata la passività della protesi mediante radiografie peri apicali.

    Sono state eseguite minime modifiche occlusali dopo la consegna, poi entrambe le viti sono state serrate con un Torque di 35Newoton e i fori di accesso dei pozzetti sono stati ricoperti con teflon e sopra composito foto polimerizzabile.

    Sono state eseguite ulteriori radiografie panoramiche e peri apicali per una successiva verifica della precisione della protesi.

    Al paziente sono state date istruzioni riguardo la gestione post-trattamento.

     

     

  • Placche Stabili

    Placche Stabili

    Quante volte si sono presentate criticità nell’eseguire una registrazione o una prova in protesi mobile?

    Una placca non precisa si destabilizza sul modello, rendendo difficile l’esecuzione di un montaggio con denti prefabbricati, che non riescono ad avere così un giusto contatto e una giusta posizione, compromettendo la precisa visione di una prova sul paziente, con conseguenze negative sul risultato finale.

    Quante volte ci siamo chiesti come fare a stampare una placca, senza rompere i sottosquadri di un modello in gesso o resina prototipata?
    Quante volte abbiamo chiesto al clinico se la prova per D.V.O o prova denti è precisa… e ci viene risposto che le placche si muovono?
    Il paziente potrebbe avere la sensazione che, la prova denti sia la copia di quello che sarà il suo dispositivo protesico finale, consentendoci di conquistare la sua fiducia già prima della consegna?

    Come ottenere il risultato più simile possibile a quella che sarà la protesica finale?
    La tecnologia ci può aiutare a risolvere il problema delle placche stabili?

    Sistemi che oggi sembrano arcaici, ma sempre attuali, ci permettono di produrre e realizzare placche stabili, per funzionalizzare i nostri dispositivi medico protesici,
    rendendo la prova una copia esatta di quello che sarà il risultato finale, rendendo più facili ed agevoli i progetti e la lavorazione, e riuscendo a utilizzare i sottosquadri gengivali come se fossero in una situazione definitiva, con bordi già calibrati e funzionalizzati, il tutto con risparmio notevole di tempo e consentendo una previsualizzazione  del risultato protesico.

  • CENNI DI IMPLANTOPROTESI

    CENNI DI IMPLANTOPROTESI

    TELESCOPIO E CONOMETRIA
    Accoppiamento telescopico: frizione tra una corona primaria ed una secondaria.
    Questo meccanismo sfrutta un angolo di 0° di fresatura delle pareti.
    Accoppiamento conico: 2^ adesione tra le pareti delle due strutture.
    Corona primaria e secondaria stabiliscono un intimo contatto.
    Questo si definisce un effetto di serraggio.

    La stabilità di un accoppiamento conico tiene in considerazione:

    – modulo di elasticità
    – coefficiente di attrito delle leghe
    – inclinazione
    – qualità delle superfici a contatto.

    FRIZIONE, ATTRITO STATICO, ATTRITO RADENTE
    Frizione si verifica solo su dei corpi a pareti parallele, che scorrono uno nell’altro in modo confluente; tutto questo se sono in asse.

    Se sposto il carico eccentrico, io creo una sorta di inclinazione di appoggio. Aumentando l’altezza del pezzo, ho bisogno di una minore inclinazione, per creare la frizione (es. Se i pezzi scorrono liberamente, ho bisogno di minor inclinazione per creare la frizione).
    La frizione di un attacco è direttamente proporzionale alla lunghezza dell’attacco stesso

    Un attacco a frizione non può essere più basso o più alto di 5 mm; se scendiamo, perdiamo tenuta.
    Questo principio è dato da una formula matematica.

    S= larghezza
    L= lunghezza
    W= angolo appoggio

    Fornula: S/L = W

    Vediamo che, aumentando la larghezza e diminuendo la lunghezza aumenta l’angolo di appoggio.

    Viceversa, diminuendo la larghezza e aumentando la lunghezza, diminuisce l’angolo di appoggio.

    Quindi dobbiamo avere delle pareti sufficientemente alte, che mi consentono l’angolazione d’appoggio e la frizione.

    Il sistema a 0° in protesi fissa e rimovibile è l’ideale per le nostre ricostruzioni sistema o frizione passiva.

    Il sistema telescopico sfrutta:
    •la frizione
    •l’adesione
    •la pressione negativa.

    Se l’altezza fosse più bassa e l’angolo di appoggio maggiore, ci sarebbe bisogno di un dispositivo di ritenzione.
    La possibilità di re intervenire sul lavoro per controllo o per ricondizionare, bisogna sfruttare un sistema telescopico:

    •sfrutta la frizione
    •sviluppa la frizione
    •adesione
    •pressione negativa.

    1.Frizione data dallo scivolamento delle superfici metalliche che scorrono una sull’altra. Attrito radente.
    2.Adesione intima delle superfici metalliche a contatto dal momento in cui la saliva sta in mezzo crea una sorta di adesione.
    3.Pressione negativa suzione.

    Dopo 400 cicli il grado di frizione risulta costante. Le parti primarie e secondarie in bocca subiscono un lavoro e tra le parti meccaniche avviene un assestamento.
    Quindi con sistemi di attacco conici, dopo 3 – 4 settimane, abbiamo un assestamento e abbiamo una perdita di attrito statico.
    Mentre con un sistema telescopico, dopo 400 cicli di inserzione e disinserzione la perdita di attrito radente è minima, 2 Newton, e si assesta su quel valore.
    Se ho un elemento parodontalmente compromesso, in un sistema telescopico, non posso portare la forza di disinserzione oltre gli 8 – 10 Newton.
    Questo grado di frizione di può calibrare e si può misurare.
    Perciò attrito statico il cono (conico) completamente diverso dalla frizione effetto di incastro, effetto morse.

    Pressione interno verso esterno e contro pressione secondaria esterno, nell’industria funziona benissimo perché i pezzi sono tutti macchinati dai torni a controllo numerico e computerizzato con parti metalliche di identico spessore uniforme con ottimo sistema di bloccaggio, ma nel nostro settore non puoi ottenere pareti di struttura secondaria a stesso spessore perché il sistema conico è anche un sistema elastico, specialmente sotto sollecitazione masticatoria.

    SISTEMA CONICO, SISTEMA ELASTICO
    Su un sistema conometrico 2°, 4°, 6° il bordo che crea l’attrito statico cioè la ritenzione vera e propria non deve essere superiore ai 10 – 15 massimo 25 micro.

    L’attrito radente che diventa statico, la corsa piccolissima in bocca dopo l’assestamento di pochi giorni di lavoro della sovrastruttura delle primarie si perdono i 25 micro proprio perché è un sistema ad incastro e non a frizione (sistema telescopico dopo 400 cicli di inserzione e disinserzione rimane costante).

  • Serata morfologia gruppi frontali anteriori ad alta personalizzazione

    Serata morfologia gruppi frontali anteriori ad alta personalizzazione

    Prima serata, riservata ai clienti Meditech del ciclo incontri sulla forma del dente, il suo sviluppo e la sua realizzazione, tramite l’osservazione dettagliata e la realizzazione di una anatomia  personalizzata, con lo scopo di rendere individuabile la migliore e più adeguata scelta della forma in rapporto con il viso.

  • Strutture e Sostegni – Portanti e secondari

    Strutture e Sostegni – Portanti e secondari

    In edilizia, al cadere di un muro, non si dice mai che il materiale che rivestiva la struttura era di poca qualità, ma che l’opera muraria non è stata sostenuta nel modo corretto.
    Quando si ricopre un qualsiasi oggetto si tende talvolta a nascondere la parte strutturale, pensando che il rivestimento possa mascherare la mancanza di una progettazione di sostegno.
    Un vestito di taglia abbondante può nascondere qualche chilo in più, due spalline ci possono allargare le spalle, viceversa un vestito più aderente può mostrare un possibile aumento di peso.

    Nel dentale si parla spesso di struttura, riferendoci al materiale con cui è prodotta e del rivestimento più adatto, ma raramente ci viene chiesto o viene citato il suo design.

    La struttura rimane prigioniera del rivestimento, nell’indifferenza e nella poca conoscenza.

    Ci preoccupiamo di presentare al clinico un nuovo materiale, soffermandoci sulle sue caratteristiche tecniche, ma quasi mai ci addentriamo sulle peculiarità di come dovrebbe essere il suo specifico design.

    Come si progetta un struttura per metallo nobile, sintering, biomedicale?
    Come si progetta una struttura in titanio per rivestimento in ceramica?
    Come si progetta una struttura in Zirconio per denti anteriori o diatorici?
    Come si progetta una struttura per un materiale specifico come il disilicato?
    Come si progetta una struttura per Toronto?
    Quali sono i rischi di un design strutturale non corretto?
    E le caratteristiche merceologiche, come influenzano il progetto?
    Strutture con parabole linguali o totalmente rivestite dalla ceramica?
    Le parabole con i materiali metal-free hanno ancora un senso?
    I punti di contatto adiacenti devono essere sulla struttura o sul rivestimento ceramico?
    In che modo progettiamo il nostro elemento dentale, partendo dai punti di contatto, dalla superficie vestibolare o linguale o dal bordo?
    I mammelloni dentinali che determinano la forma, ovale, triangolare, o quadrata li progettiamo in metal-free o con le masse da rivestimento?
    La gengiva che ruolo e che posizione assume nel progetto?
    In che modo la struttura deve sorreggere e scaricare le forze occlusali con l’antagonista?

    Sono davvero tante le domande.

    Tante “cappette” consegnate in prova, rivestite in materiale ceramico, causano rotture e fratture e si spesso si pensa solo al pre-contatto e alla malocclusione dentale, o al fatto che il paziente abbia masticato un cibo troppo duro e non viene mai contemplato il “progetto della struttura” e come è stato eseguito.

    In Italia cedono e crollano ponti relativamente di epoche recenti ma non cedono e non crollano ponti costruiti all’epoca dell’impero romano.

    Eppure abbiamo negli ultimi decenni sono stati utilizzati i migliori strumenti, le più avanzate tecnologie e le migliori conoscenze per progettare le strutture pontili.

    Forse pensavamo già di sapere.

    Il provvisorio può indicare come disegnare la nostra struttura? (Vedi articolo Meditech Talk e canale You Tube )

    Il progresso tecnologico (Cad-Cam) ha trasformato il design delle strutture in modo da renderle tutte simili, perdendo il sapere e la cura artigianale.
    Abbiamo eleminato le impurità gassose delle fusioni con materiali fresati altamente performanti ma talvolta i clinici lamentano gli stessi problemi.

    Pensate ad un abito da uomo con progetto digitale e cura artigianale, sarebbe sicuramente un successo di stile ed eleganza.

    Cosa avviene dentro la mente di un cliente che da pochi mesi o poco più di un anno ha avuto un problema di incrinatura o rottura?
    Cosa avviene dentro la mente di un medico quando riceve la telefonata di un cliente che lamenta questi problemi?

    Che valore economico ha un re-intervento e il tempo perso del paziente?
    Verrebbe da pensare: “La prossima volta farò una corona monolitica!”

    Certo, ma la corona fusa monolitica, sicuramente non soggetta a fratture (se non a precontatto) necessita di un design naturale, di funzionalizzazione gnatologica, di una buona colorazione per non essere simile ad una casa prefabbricata rispetto ad una villa in tipologia classe A.
    Sistemi o visioni analogiche o digitali necessitano di conoscenze basilari in merito al design strutturale dei dispositivi odontoitrici, eludendo semplificazioni produttive che si ripercuotono sulla realizzazione della forma dento-estetica del nostro prodotto.

     

    Approfondimenti: Vedi articolo su blog Meditech Talk, Il rispetto dei volumi del provvisorio in funzione del design della struttura.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • PERCHÉ E IMPORTANTE LA CEMENTAZIONE?

    PERCHÉ E IMPORTANTE LA CEMENTAZIONE?

    Nel 2019 presso la sede Meditech di Modena si è svolto, in collaborazione con Noritake kuraray, l’evento dal titolo “Gestione e Soluzioni tecnico-cliniche per le nuove zirconie”.

    Relatore dell’evento è stato il Dott. Alberto Giordano, referente, collaboratore, nonché esperto nelle gestioni merceologiche-clinico-tecniche dell’azienda Noritake Kuraray.

    La serata ha toccato il tema della cementazione adesiva sullo zirconio, materiale usato in Meditech, assieme al disilicato.

    Parliamo ancora di cementazione?

    La cementazione è il “collagene” tra la protesi, il restauro, il dispositivo, e il tessuto dentale.
    Una tecnicità da ripassare sempre, per mantenersi aggiornati con le più moderne evoluzioni dei materiali.

    Sigillo di longevità e stabilità cromatica dei materiali adesivi, sono le garanzie necessarie e fondamentali di questi materiali e ne rappresentano le proprietà biologiche, fisico meccaniche ed estetiche.

    Varie sono le tipologie dei cementi e varie le scelte applicative in relazione al materiale del dispositivo.

    Molte sono le considerazioni e necessarie le conoscenze merceologiche per la gestione della cementazione di un dispositivo protesico.

    Sono analisi fisiche, meccaniche, biologiche ed estetiche; essenziali per le nuove preparazioni dentali a risparmio dei tessuti dentali.

    In questo incontro è stata illustrata la procedura dell’uso del Panavia V5, cemento adesivo di Kuraray Noritake, con il Tooth Primer per il trattamento preliminare del dente e Clearfil per il trattamento del restauro.

    Tanti sono stati i complimenti fatti da Meditech e dai partecipanti clinici e tecnici, al relatore che ci ha illustrato le novità in merito ad evoluzioni materiali e tecniche.

  • Corso di Protesi Totale

    Corso di Protesi Totale

    Il corso di Protesi Totale intende soffermarsi su una prospettiva pratica e concreta, per migliorare la conoscenza diretta e approfondita della protesi mobile in rapporto con le altre discipline di protesi fissa e implantare, per strutturare e semplificare l’analisi e lo sviluppo del dispositivo protesico.

    L’incontro servirà ad analizzare una nuova visione delle procedure, che si svilupperà attraverso attività pratico teoriche e risultati diretti, durante il percorso formativo.

    La formazione offre un’esperienza di apprendimento che non si conclude con il corso.

    Terminata la sessione si può continuare a mettere in pratica le conoscenze acquisite, anche in modalità di e-learning.

    A chi è dedicato?

    Il corso si rivolge a clinici e tecnici

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    CONTENUTI DEL CORSO

     

    La Gestalt della Protesi totale come punto di partenza verso le altre discipline protesiche.

    1° visita e analisi del paziente

    • Fotografie di analisi
    • Valutazioni anatomiche
    • Valutazioni fonetiche
    • Duplicazioni vecchie protesi
    • Impronte preliminari con uso di cucchiai commerciali, e   bordaggio muscolare

    Laboratorio fase 1

    • Studio dei muscoli e loro movimenti individuali
    • Costruzione di porta-impronte individuali con e senza tecnica di bordaggio

    Studio Fase 1

    • Impronte definitive

    Laboratorio Fase 2

    • Sviluppo modelli
    • Analisi delle superfici d’impronta e disegno delle aree di carico
    • Centro cresta, aree di cresta, area di montaggio
    • Forma e disegno delle rughe palatine
    • Aree ritentive
    • Trigoni e tubercoli
    • Frenuli, inserzioni e movimenti
    • Costruzione dei valli in cera su base rigida

    Studio fase 2

    • Registrazione in cera per addizione e sottrazione
    • Arco Facciale

    Laboratorio Fase 3

    • Montaggio dei modelli in articolatore a Valore medio
    • Montaggio doppio con modelli della vecchia protesi
    • Scelta dei denti
    • Montaggio incisivi Superiori e inferiori di prova
    • Analisi delle curve di Spee

    Studio fase 3

    • Analisi del tipo di montaggio occlusale
    • Prova estetica e D.V.O

    Laboratorio Fase 4

    • Montaggio completo

     Studio fase 4

    • Prova completa

    Laboratorio Fase 5

    • Controllo occlusale
    • Modellazione flange
    • Rifinitura
    • Lucidatura

     Studio fase 5

    • Tecniche di consegna del dispositivo protesico e suo adattamento

  • Faccetta in Disilicato di Litio

    Faccetta in Disilicato di Litio

    Trattamento estetico mucogengivale e rimodellamento della linea armonica del sorriso

    Odontoiatra: Dr. Nicola Di Mare libero professionista in Modena

    Trattamento: faccetta singola in disilicato di litio LS2 Ivoclar, rivestimento estetico con ceramica Shofu

    Paziente: maschio 55 + anni. desidera che il restauro finale sia armonizzato il più possibile con i denti naturali vicini.
    Per la prima volta si sottopone ad un trattamento estetico-dentale, e si è documentato per tempo prima di decidere.

    Importanti fattori durante la realizzazione
    L’approccio descritto tiene conto delle esplicite richieste del paziente, ovvero: la minima invasività possibile e l’armonizzazione del 12 agli altri elementi del sestante 2, evitando di coinvolgere quest’ultimi nel trattamento.

    Per esaudire queste richieste, si è deciso di valutare un riallineamento protesico della superficie vestibolare dell’elemento 12 rispetto a 11 e 13, mediante approccio adesivo additivo, associato ad uno spostamento apicale del FGM (free gingival margin) attraverso gengivectomia a bisello interno senza lembo e successivo condizionamento protesico con faccetta provvisoria adesiva stampata in composito, fino alla completa maturazione dei tessuti (6 mesi).

    Prima di procedere si è validato il progetto terapeutico mediante prova del mock-up in composito stampato mediante mascherina trasparente ottenuta dalla ceratura diagnostica. La mascherina rappresenta uno step fondamentale in questo tipo di trattamenti perché ha una molteplice utilità. Oltre a servire per valutare la forma del dente e lo spostamento necessario del FGM, serve per ottenere l’accettazione della proposta terapeutica mediante un consenso realmente consapevole e informato da parte del paziente, molto importante soprattutto in questi casi. Inoltre la mascherina serve come guida nel disegno della gengivectomia e nello stampaggio di una faccetta adesiva provvisoria in composito che condizioni e accompagni la guarigione dei tessuti in modo protesicamente guidato.

    Realizzazione clinica: 4 sedute
    Realizzazione tecnica: 2 sedute

     

     

     

    Editoriale:

    Oggi, con l’avvento e il frequente uso dei social media, i pazienti sono esigenti e ben informati in merito le specifiche di soluzioni e materiali dei denti anteriori.

    Parliamo sempre di prodotto, un invasione di materiali, tecniche, ha affollato i nostri scaffali, le nostre menti e quelle dei nostri pazienti, la tecnologia è più veloce della ricerca stessa, allora cosa conta veramente in una fase di approccio al paziente e che ruolo di consigliere ha il tecnico progettista protesico oggi e cosa è cambiato rispetto al passato?

    Il paziente a quale soluzione poteva propendere appena entrato nello studio dentistico?

    Sicuramente le soluzioni estetico-protesiche mini-invasive tranquillizzano il paziente, in quanto l’asportazione minima di tessuto dentale lo rassicura anche se il dubbio finale è sempre la cementazione e risolto anche questo dubbio non rimane che la scelta del materiale.

    Ed è proprio in questa fase che entra in gioco il tecnico. Ovviamente ritengo che quest’ultimo avvalli la scelta clinica delle faccette ma quale tipo e di che materiale?

    Obiettivi, anteponendo limiti e soluzioni tra i vari materiali realizzati ed ottenuti con strumenti analogico digitali su preparazioni mininvasive è argomento attuale di grande interesse in odontoiatria e nell’area tecnico progettuale.

    Il processo di progettazione digitale non è però certezza di assoluto risultato, senza l’ausilio di un intervento manuale per il miglioramento dell’estetica.

    Qual’è la proprietà naturale più ricercata e più imitata in una riabilitazione estetica armonica che riproduce in fedeltà il più possibile un dente naturale?
    La traslucenza dello smalto, che fa passare la luce e la diffonde (colorandola tramite la dentina) e la riflette dall’interno verso l’esterno del dente.

    Le ceramiche feldspatiche sono materiali con caratteristiche ad alta traslucenza ma negli ultimi anni i nuovi materiali si sono evoluti e sopratutto rinnovati in modo costante con l’introduzione di materiali a matrice vetrosa con proprietà simili alle ceramiche feldspatiche: tra questi il disilicato di litio.

    Faccetta in Disilicato stratificato su 12 realizzazione tecnica.

    Modello carotato, necessario per ottenere un buon profilo di emergenza e per potere controllare molto bene la precisione dei bordi di chiusura. Modello rifinito in modo da poter riprodurre la radice.

    Punti di contatto in Disilicato, al nucleo

    Prove colore, rigorosamente individualizzate, necessarie con il nuovo sistema di campionatura di Smile Line.

    Qualsiasi tecnica di produzione per le faccette in ceramica, non nasconde ma evidenzia l’importanza della libera trasmissione della luce (traslucenza) e dall’iridescenza, fenomeno ottico dei denti naturali adiacenti.

    Importante paragonare l’enorme vantaggio di una faccetta in ceramica, che se individualizzata nel modo corretto evita gli effetti metamerici dei restauri convenzionali in metallo ceramica.

    La riproduzione della forma, nel rispetto dei parametri visivi, lo studio e la progettazione, l’interpretazione per una giusta personalizzazione dell’architettura dentale sono risultanti derivate da una profonda conoscenza di Bioestetica gengivale, forma dentale, stratificazione delle masse e mimetizzazione d’insieme.

  • Un’esperienza da  Gerald Ubassy

    Un’esperienza da Gerald Ubassy

    Un’esperienza da Gerald Ubassy,  ovvero un corso di perfezionamento a contatto con uno dei più grandi  maestri odontotecnici  del mondo.

    Chi è Gerald Ubassy?
    Riconosciuto per essere uno dei più capaci e famosi ceramisti del mondo, specializzato in protesi dentali estetiche di alto livello, un vero fuoriclasse in ambito estetico.
    Relatore in corsi e congressi internazionali è autore di libri tradotti in 14 lingue.

    Dove si trova il suo centro corsi?
    Si trova in una regione meravigliosa, la Provenza francese.
    Mentre ci avvicinavamo ad Avignone, città situata nel sud est della Francia, rimaniamo affascinati dalla varietà dei suoi paesaggi, colline adornate di vigneti e boschetti di ulivi.
    Avignone sorge sulle rive del fiume Rodano ed è stata nei secoli passati la sede temporanea del Papato Cattolico (1309 al 1377)
    Avignone è una delle città più importanti della Provenza, di aspetto medievale, ancora ben conservato.

    Cosa ho appreso da questo corso?
    Mi sono recato in Francia spinto dalla curiosità e attirato dal nome altisonante del maestro.
    In un corso di 3 giorni si apprende la metodica di stratificazione e la sua filosofia, si comincia a mappare uno schema di posizionamento delle masse ceramiche, a partire da un prima visione fotografica.

    Fondamentale e necessario è conoscere il valore, le tinte e il croma delle masse ceramiche da usare e distribuire per la costruzione del dente in base all’età del paziente e alla sua  dentatura.

    Non solo il colore e la stratificazione, sono importanti per ottenere dei risultati di altissimo livello estetico, è necessario, anzi fondamentale, conoscere a fondo la struttura interna del dente, la differenza tra le 3 forme dentali, triangolare, quadrata, ovale, le differenze tra queste, la loro disposizione nell’arco di cerchio dentale, per ottenere un risultato più reale possibile alla naturale armoniosità della bocca.

  • Prova di Sheffield

    Prova di Sheffield

    Si svitano gli impianti ma non so perché?

    Passivazione, Centratura, Tensioni

    Le forze (centriche ed eccentriche) che sviluppano i carichi masticatori, producono sollecitazioni che trasmesse alla struttura metallica rischiano di compromettere l’osteointegrazione dei nostri impianti dentali.

    Un Fit passivo delle nostre meso-strutture ci aiuta a determinare una stabile osteointegrazione nel tempo, favorendo in più una sicurezza di presa dei nostri cementi e delle nostre viti di serraggio.

    Le meso – strutture e le strutture che non sono state passivate possono subire l’allentamento oppure la possibile rottura delle viti di serraggio e degli stessi impianti.

    Da dove nasce il Misfit?

    Il gap, il combaciamento, l’adattamento non perfetto tra fixture e abutment (Misfit), determina uno sbilanciamento nella distribuzione dei carichi masticatori, compresi tra 100 e 400N che fanno insorgere e sviluppano dei micromovimenti, che porterebbero al fallimento dell’osteointegrazione implantologica, mentre i sovraccarichi dovuti a parafunzioni possono raggiungere gli 800N.

    Il Misfit che è frutto della discrepanza, porta un danno da trazione verticale e laterale, la compressione non reca alcun danno.

    Quali vantaggi per il Fit?

    Con l’osteointegrazione avvenuta l’adattamento passivo, senza micromovimenti della protesi, determina un buon mantenimento a livello dei tessuti duri e molli nelle ripetizioni dei cicli di carico.

    Un dispositivo protesico dovrebbe necessariamente garantire una chiusura marginale, combaciamento, appoggio, per garantire il Fit passivo senza esercitare trazione sugli impianti quindi sul tessuto osseo.

    Il test, la prova di Sheffield, (autore Gent università di Sheffield) ci aiuta a valutare la passività del dispositivo protesico, sia sul modello che in bocca.

    Centratura

    In implantologia, quando si utilizzano gli abutment conici (MUA) non c’è incastro,

    cioè il cono che  non è perfettamente combaciante, appoggia fa da guida e deve essere lasco, quindi necessita della centratura delle parti: in meccanica è così ogni corpo passivo ha bisogno della centratura, fondamentale( nel cono passivo non c’è attrito) ma un niente da poco lo può rendere obliquo da una parte e dall’altra  se vincolato con un monoblocco con altri coni; in meccanica se c’è una vite che passa che passa tra le 2 parti coniche, convesse  occorre che il cono sia centrato e se io creo per effetto di rotazione della vite un movimento, inevitabile, su un arco avviene  uno spostamento e si scentrano le parti, questo comporta un dislivello quindi un misfit  con un’ampia discrepanza.

    La prova, test di Sheffield (autore Gent)

    La prova di sheffield non si esegue, appoggiando alla sovrastruttura una vite; (sui testi dicono di serrare a 35 e successivamente l’ultima vite serrarla nell’elemento più distale ma non è corretto)

    La prova di Sheffield dice che se c’è discrepanza superiore a 150 micron, quando arrivo a fine corsa, cioè quando sento che la vite si impegna sulla base di   ¼ di giro, devo chiudere e se chiudo a ¼ di giro di vite, la vite si stoppa sulla sua base, avvito la vite e non sento del ritorno, perciò ottimo compromesso.

    Se abbiamo delle basi ad esagono esterno semplici, si può eseguire una prova di Sheffield, con adattamento quasi immediato.

    Con esagoni interni, coni, quando avviti ai uno spostamento perché ti manca una centratura dovuta alla forma geometrica, quindi va posizionata la struttura; avvito le viti intercalandole (4 viti), si impegnano: avvito la prima e mi fermo senza fare pressione, poi quella mediale e mi fermo appena questa si impegna e procedo di seguito e chiudo forte perché bisognerebbe di   avere un dinamometro per ogni tipo dei impianti poi comincio a svitare e se arrivo a di   ¼ di giro e se si solleva la struttura  è la dimostrazione che la prima necessità prima di eseguire la prova di Shefield  è la centratura.

  • Giunto implantare: Tensioni che determinano la perdita di un impianto.

    Giunto implantare: Tensioni che determinano la perdita di un impianto.

    Giunto implantare, fresaggio parallelo non conico, conoscenza della meccanica di precisione, tensioni che determinano la perdita di un impianto.

    Passaggi certi, sicuri per realizzare protesi precise

    Quale utilità nell’era digitale?

    Sono ancora validi questi principi?

    In una soluzione altamente estetica scegliamo una soluzione corona avvita o una cementata?

    Fresatura telescopica pareti parallele attrito radente statico

    Fresatura conica pareti oblique attrito radente dinamico

    Meccanica di precisione

    Frizione, attrito radente statico, attrito radente dinamico.

    Frizione si verifica solo su dei corpi a pareti parallele che scorrono uno nell’altro in modo congruente, se in asse.
    Se però sposto il carico di appoggio aumentando l’altezza del pezzo ho bisogno di minor inclinazione per creare la frizione. (se 2 pezzi scorrono liberamente, ho bisogno di minor inclinazione per creare la frizione)
    Es. la frizione di un attacco è direttamente proporzionale alla lunghezza dell’attacco stesso.
    Un attacco a frizione non può essere più basso o più corto di 5mm se scendiamo perdiamo tenuta.
    Aumentando la larghezza e diminuendo la lunghezza, aumenta l’angolo d’appoggio

    Viceversa

    Diminuendo la larghezza e aumentando la lunghezza diminuisce l’angolo d’appoggio.
    Riassumendo possiamo avere delle pareti sufficientemente alte che mi consentono l’angolazione d’appoggio e la frizione.

    Il sistema a 0° in protesi fissa e rimovibile è l’ideale per le nostre ricostruzioni, sistema a frizione passivo, attrito radente statico.

    Il sistema telescopico a 0° sfrutta la frizione l’adesione e la pressione negativa e determina un sistema molto stabile e nel frattempo passivo.

    Attrito radente dinamico: il cono (conico) completamente diverso dalla frizione, effetto di incastro, effetto cono morse.
    Sistema conico, sistema elastico.
    Su un sistema conometrico 2°- 4°- 6°, l’attrito radente dinamico, cioè la ritenzione vera e propria non deve essere superiore ai 10 – 15 micron al bordo.
    In bocca la corsa minima dopo l’assestamento di pochi giorni di lavoro della protesi della sovrastruttura delle primarie si perdono 25 micron proprio perché è un sistema di serraggio ad incastro e non a frizione (il sistema telescopico dopo 400 cicli 2 newton rimane costante).

    Quale utilità in implantoprotesi?

    Mi sono trovato in passato quando l’attitudine e l’abitudine al fresaggio era più necessaria a fresare dei monconi implantari senza sapere a quali inclinazione fresarli, tanto pensavo il cemento risolvesse ogni problema legato alla ritenzione.
    Fresavo a 4° e 6° o forse più ma non mi preoccupavo neanche del margine di finitura.
    A volte non usavo nemmeno il fresatore.

    Quale instabilità davo alla corona e al ponte sovrapposto?

    Nelle pareti parallele posso controllare bene un chanfert al bordo
    Un profilo di emergenza che mi determina un appoggio su tutta la struttura
    Un profilo di emergenza gestibile e controllabile

    Viceversa

    In un piano obliquo, conico, devo aumentare l’altezza del bordo se voglio fare un chanfert quindi diventa un problema estetico da gestire e se voglio fare un chanfert devo fare, creare, un angolo negativo.
    In un moncone implantare progettato in modo analogico o digitale per una ricostruzione altamente estetica è consigliabile avere dei piani obliqui per recuperare la direzione e favorire così l’inserzione ma è fondamentale terminare, finire, a 0° che ci permette soprattutto fondamentale creare un chanfert d’appoggio che garantisce la stabilità dell’elemento o del framework e soprattutto ne migliora la gestione della componente estetica in rapporto con la gengiva.

    Gli stessi principi sono sempre validi e applicabili con le soluzioni moderne digitali, ritengo ancor più necessaria questa conoscenza analogica per costruire file di dispositivi implantoprotesici, dove necessita sempre un intervento manuale di rettifica per poi ottenere protesi biologicamente e meccanicamente funzionali e stabili.

  • Protesi Totale e Toronto, quali connessioni?

    Protesi Totale e Toronto, quali connessioni?

    Un collega mi ha confessato di non conoscere la protesi mobile, quindi progetta e costruisce dispositivi di Toronto in quanto protesi fissa.

    Dice di far prima e guadagna di più.

    Francamente non comprendo come possa progettare le Toronto sia con denti commerciali che in ceramica, ma lui assicura che stiano ferme. “Le Avvita” MAH!!!!!

    La protesi mobile è la nostra storia. Senza dimenticare che non è possibile eseguire riabilitazioni di implantologia e di estetica, senza la conoscenza e le valutazioni dei tessuti, della fonetica, della gnatologia e della posizione dei denti.

    L’ausilio delle fotografie e dei video digitali ha semplificato il rapporto di comunicazione tra studio odontoiatrico e laboratori, accorciando inoltre le distanze nel mondo del lavoro

    Sono tante le valutazioni fa fare in una prima visita, ma “valutare” significa soprattutto, conoscere e analizzare i valori ottenuti da una prima anamnesi di ogni singolo parametro.

    Prime analisi in studio:

    Aspetti del viso, espressioni e tic nervosi.

    Aspetti psicologici del paziente. Qual è il motivo per cui necessita di una nuova riabilitazione, o il rifacimento di una riabilitazione precedente? Quali aspettative ha da quella nuova?

    Valutazioni delle strutture ossee, muscolari e articolari.

    Eventuale mancanza del supporto del labbro.

    Prognatismo della mandibola.

    Accentuazioni solco naso-labiali.

    Accentuazioni chele angolari.

    Valutazioni freewayspace che non dimentichiamo nelle seconde classi può aumentare di 2mm DVR-DVO = FWS) da 0,5 a 8 e 10mm).

    Prove fonetiche da 1 a 10 e da 60 a 70 senza che i denti si tocchino.

    Qualità della pronuncia

    Analisi dei tessuti infiammati.

    E tante altre.

    PRIME IMPRONTE E ANALISI DEI MODELLI

    A cosa serve una prima impronta?
    A costruire i cucchiai dicono tutti.

    E se non è precisa?
    Scarto il modello tanto dopo il clinico la ribasa.

    Tanti autori specialmente nella scuola Americana, hanno sempre insegnato che, una prima impronta estesa è necessaria per un’attenta analisi mandibolare e mascellare.

    Talvolta i clinici ci forniscono le prime impronte estese, dette pure panoramiche, eseguite con dei cucchiai metallici commerciali forati, fatte con alginato. Nota fondamentale è che vengono bordate seguendo l’anatomia mascellare e mandibolare, perché l’alginato, una volta inserito nel cavo orale, segue perfettamente il disegno del bordo del cucchiaio che registra perfettamente i contorni anatomici.

    Ritengo che per i disegni protesici inferiori sia fondamentale, necessario, obbligatorio il bordaggio con cera in modo da sostenere e spingere il materiale nelle zone sottolinguali e sottomandibolari essendo queste stabilizzanti o destabilizzanti per la protesi, in quanto sono presenti zone muscolari, come il muscolo genioglosso, (l’attacco del muscolo miloioideo ) in linea circa con il  2 premolare inferiore e lo pterigoideo interno, che a seconda dei loro personali movimenti determinano l’80% della stabilità della protesi inferiore.

    La protesi estesa è il nostro solaio

    Perché costruiamo un’impronta estesa se poi successivamente viene accorciata nelle zone di compressione?

    La mucosa è sottoposta a carichi protesici continui, quindi, come in una costruzione edile, le forze verticali risultanti dell’occlusione vengono distribuite sui piani orizzontali, i solai, ed ecco perché, se mi trovo in piedi sulla neve soffice, affondo sempre con le scarpe, ma con le racchette non affondo mai.

    Il mio carico è ben distribuito.

    Se ritocchi molto i bordi di una protesi, perderà appoggio e si inclinerà aumentando i decubiti. Chi ritocca molto danneggia il dispositivo perché il problema non è nella mucosa ma nella protesi.
    Quindi…Riprogetta e rifalla.

    Ovviamente nel rispetto dei limiti anatomici e dei movimenti muscolari, che non devono mai essere limitati nei movimenti nelle 3 direzioni: in alto, in basso in fuori.

     Portaimpronte individuali

    Ma se manteniamo lunghi i bordi e il clinico li borda?
    E di che spessore devono essere, per sostenere la nostra pasta?

    E molto difficile stabilire una lunghezza di un bordo, ma si può definire una lunghezza approssimatamene esatta, tra la mucosa mobile e la mucosa aderente.

    Sarà compito successivo del clinico, con i movimenti anatomici e muscolari (in alto, in basso, in fuori) a stabilire la giusta lunghezza anatomica dei bordi.

    La regola aurea per costruire un portaimpronte scarico, attraverso un modello con cera calibrata di 0,8 circa, è tagliare la cera per formare dei rettangoli, che disposti a tripode, stabilizzano il portaimpronte e la mano del clinico durante il bordaggio.

    Spessore

    Una lama sottile taglia il burro senza pressione manuale

    Un bordo sottile comprime la gengiva.

    Bordi da 0,3 a 0,5 arrotondati sostengono, con sicurezza la pasta di bordaggio.

    Dicing dei bordi protesici

    Proprio come nella protesi fissa, il dicing dei bordi protesici è il bordaggio, successivamente si cola un modello con split cast.

    Le protesi totali, Toronto si resinano una alla volta, partendo dall’inferiore, in modo da riposizionare i contatti nel caso di micromovimenti e con il superiore che è, in alcune tecniche di gnatologia, il punto fisso del piano occlusale.

    I duplicati in gesso sono i nostri file STL

    Chiedere al clinico di riprendere un’impronta già bordata e sviluppata, supponendo che una disattenzione abbia causato una scheggiatura o una rottura, è un atto coraggioso, visto il tempo di cui necessita un buon bordaggio, in bocca del paziente.

    In protesi fissa duplichiamo i modelli e in mobile non ci hanno mai insegnato nei corsi?

    I monconi sfilabili, i tessuti sono importanti e i 2 impronte per totali o un modello master con analoghi no?

    E come lucidare una struttura implantare senza gli analoghi da lucidatura.

    Duplicate sempre.

    Preparazione delle placche per D.V.O

    E’ molto difficile costruire delle placche aderenti sui modelli master di protesi mobile.

    Al contrario della protesi fissa, ove i monconi implantari e quelli dei denti naturali hanno un’inclinazione dai 2 ai 6 gradi circa, la superficie mucosa in gesso, delle bocche edentule è sottosquadrata in più punti.

    Se vogliamo mantenere l’integrità del modello in gesso, dobbiamo scaricare, con cera o altri materiali, per pareggiare i sottosquadri in senso verticale, in modo da permettere l’estrazione di questi dal modello, senza causare rotture e scheggiature del gesso o dei modelli fresati.

    Due lastre di vetro unite, non interposte con un minimo di acqua, sono difficili da staccare per la pressione negativa che si forma al suo interno.

    Ricordiamoci che i bordi sono sovra estesi leggermente e si è sicuramente svantaggiati con un bordo lungo nel momento della prova, che crea instabilità.

    Le placche di registrazione D.V.O tempo fa si chiamavano masticoni.
    Erano in cera gialla tenerissima e appiccicosa e quando rientravano nei laboratori, il paziente aveva schiacciato talmente forte che mediamente le dimensioni verticali erano tutte basse, bassissime.

    Il mio consiglio è di utilizzare una cera semirigida: la Micerium.

    Note fondamentali:

    • Le rughe si scartano sempre in distale, perché le spinte, forze sospingono spesso in quella direzione.
    • L’altezza del vallo occlusale, nella placca superiore deve essere di 18 mm, misurati dalla sommità della cresta, al margine libero del vallo occlusale.
    • L’inclinazione nella zona dei denti frontali è di circa 10° 15°.
    • La larghezza di circa 10 mm posteriormente e 1,5mm anteriormente.
    • L’altezza del vallo occlusale inferiore 16-18 mm inclinazione 15°
    • La larghezza di circa 10 mm posteriormente e 1,5mm anteriormente come nel superiore.

    Registrazione

    Il clinico ne determina il valore ma è consigliabile usare come materiale la cera Alluwax, in quanto la sua estrema resilienza permette di verificare gli errori di posizione, per meglio esprimerci, riusciamo ad accorgerci di eventuali discrepanze.

    Da registrare sulla cera sono: la linea mediana, il centro, la linea curva del sorriso e la linea canini

    Montaggio

    Un articolo di blog dà poco spazio per un approfondimento corretto, ma alcuni concetti di fondamentale importanza e necessità li possiamo elencare.

    Noto che spesso le protesi mancano di armonia tra parte dx e sx perché i montaggi tante volte vengono costruiti montando i denti in fila come soldatini.

    Diventa perciò difficile avere un semicerchio uniforme.
    È come se disegnassi un cerchio perfetto. IMPOSSIBILE.

    Non ho lo spazio in questo articolo per approfondire dettagliatamente ma poche regole fondamentali le posso esprimere.

    A seconda della tecnica di montaggio, o si segue un piano occlusale superiore definito con la spatola RIM dal clinico, o si segue l’indicazione di un piano occlusale inferiore, vedi piano graduato articolatore Sam.

    Regola:

    1° si montano i centrali i canini
    2° si montano i 1°premolari superiori e inferiori dx e sx.
    3° si montano i 2°premolari superiori e inferiori dx e sx.
    4° si montano i 1°molari superiori e inferiori dx e sx.

    Se il montaggio ha funzione, armonia si passa al punto 5

    5° si montano i laterali.

    Se i 2 molari appoggiano il loro carico sulla metà trigono inferiore e sul tubercolo superiore NON MONTATELI, destabilizzano le protesi in fase masticatoria.

    Rifinitura, prova biscotto, lucidaura

    Non mi voglio soffermare oltre.
    Il consiglio è di zeppare una protesi per volta, prima l’inferiore poi la superiore.
    Fare piani concavi e convessi per ritenzione di appoggio delle guance e della lingua e deflusso o scorrimento del cibo ma, in merito alla protesi totale e alle Toronto, consiglio di eseguire sempre una prova biscotto per determinare la lunghezza dei bordi e successivamente la riconsegna al laboratorio, per una leggera rifinitura e una ottima e definitiva lucidatura.

    Specialmente per le Toronto in resina (denti del commercio), la lunghezza delle flange, è bene calibrarla sempre in bocca con la prova biscotto.

    Gli stessi principi elencati sono validi nelle protesi mobili digitali.

    Dispositivo protesico realizzato per Bludent, Reggio Emilia

  • Il rispetto dei volumi del provvisorio in funzione del design della struttura

    Il rispetto dei volumi del provvisorio in funzione del design della struttura

    Per ottenere il miglior risultato in termini di volumi di un provvisorio é indispensabile avvalersi di due tecniche quali il Maching (accoppiamento Digitale )tramite 2 scansioni :

    1. Il modello digitale che rappresenta i provvisori già finalizzati
    2. Il modello digitale dei monconi con gengiva

    Entrambi i passaggi sono fondamentali e necessari per la costruzione di una struttura frame work e con le caratteristiche idonee per conferire al nostro progetto la massima sicurezza rispetto alle caratteristiche meccaniche e alle caratteristiche tecnico estetiche. Il Grande vantaggio dell’utilizzo dello zirconio è che ci permette di modellare strutture a forma dentinale (colore della dentina) in quanto il cut-back del progetto fornisce il giusto spessore minimale e calibrato per gli smalti (Luster).

    Quindi, possiamo stratificare delle piccole porzioni di smalto sopra la struttura ridotta, sistematica che non possiamo eseguire su strutture framework in metallo, in quanto la principale attenzione è quella di mantenere lo spazio necessario per la stratificazione per nascondere il grigiore del metallo e di riuscire a mantenere, così , le corrette condizioni di translucenza ottimale, di almeno 1,5 . 2 mm per la stratificazione del rivestimento estetico.

    Per ottenere un buon design di struttura è necessario che il clinico abbia misurato lo spessore del provvisorio finalizzato, che deve essere almeno 2,5 mm ( 2,5 spessore provvisorio – 1,5/2 stratificazione – 0,5 struttura ). Attraverso questi parametri il clinico può servirsi di una guida corretta per modellare la struttura digitale, all’interno del volume già progettato e perimetrato del provvisorio

    I framework per zirconio o metallo (design della struttura) non hanno differenza di progettazione, in quanto i principi di ritenzione, sostegno e zone compressive sono univoci. La progettazione di una struttura in Titanio ceramica necessità di un disegno diverso dai progetti per Zirconio ceramica e metallo ceramica. Il Titanio è un metallo instabile, quindi la struttura deve essere priva di concavità e convessità, in quanto questi disegni possono creare dei rompiforze che possono determinare chippings pericolosi per la ceramizzazzione.